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Giovedì 13.04.2006 alle 17.30 «Faccia a faccia» in Sala Montanelli

Giovedì alle 17.30 «Faccia a faccia» in Sala Montanelli
Capossela: «Vorrei sapere cosa pensate»
Il cantautore a tu per tu con i lettori: «Incontro utile, ho poche occasioni di parlare con la gente». Un successo il nuovo album

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Come fa un viaggio irreale fra scioglilingua, orchestre, bande e perfino una Medusa che balla il «cha cha cha» a finire, appena uscito, primo in classifica? «Non lo so», risponde Vinicio Capossela, che con l’album «Ovunque proteggi» e lo spettacolo in tour per l’Italia si conferma oggi come una sorta di Frank Zappa nostrano, in bilico fra mitologia antica e contemporanea, i gladiatori il Colosseo, Troia, il Minotauro assemblate con le soluzioni più varie e suggestive che si possano immaginare, dalla grande orchestra d’archi alla banda paesana di fiati, fino alle leggerezze dell’avanspettacolo. Un successo forse imprevisto data la complessità e la varietà delle suggestioni; un successo che si riverbera sul tour, che a Milano ha appena fatto tutto esaurito per due sere allo Smeraldo «costringendo» Vinicio ad aggiungere una data per il 27 aprile.
Capossela forse ci aiuterà a capire questo exploit giovedì 13, in Sala Montanelli al Corriere della Sera, dove sarà protagonista di un «Faccia a Faccia» con i lettori.
Come fa un personaggio imprevedibile e poliedrico ad affrontare fuori scena il suo pubblico?
«Non lo so. Perché è la prima volta nella mia vita e nella mia carriera che mi succede. Ma visto che il “Faccia a Faccia” va così di moda nelle ultime settimane ho deciso anch’io di provare questa emozione. Fino adesso, quando avevo qualcuno di spalle e qualcuno di faccia, usavo l’espressione “scusate le spalle, scusate la faccia”… devo rispondere seriamente? In verità non ho tante occasioni di parlare veramente con la gente. È un rapporto sempre intermediato. Uno scrive le canzoni ed è come fornire a chi le consuma un mondo in cui abitare. E quindi è molto interessante per me avere un’idea di prima mano di quelle che possono essere le emozioni, le domande, i dubbi…».
Che ruolo gioca nella sua vita la città di Milano?
«È una città particolare dove io vivo da molti anni. E la vivo in maniera marginale. Abito non a caso vicino alla stazione con un piede dentro e un piede fuori. Milano è in tutto quello che ho scritto, è per me “La Città”, le strade, la pioggia sul selciato, i cani a passeggio, la ferrovia. Sia in “Canzoni a manovella” sia in “Ballo di San Vito” è la mia geografia, la mia Mosca, o meglio la mia Moscova pensando alla via omonima. Il luogo in cui ho scelto di vivere fra ricordi e spettri, in un quartiere delle assenze. Penso che sia una città che ti allontana dalle cose che fuggi. Condizione perfetta per indagare sulle zone oscure di me».
Come sono i milanesi?
«Molto logorati. Li preferisco quando le strade sono vuote. È una città dove se la gente ti può dire di no… ecco, lo dice più volentieri che si. Dal traffico al parcheggio, dalla coda al negozio è un fioccare di “no”».
Accoglienze trionfali per questo disco. Se le aspettava?
«Ero così preso dall’impresa di scriverlo che non ho pensato molto ai destinatari. Parlo di cose che non appartengono solo a me… Quelle più capite sono le prime, quelle che aprono lo show, in cui si sviluppa una sorta di attonito orrore. Muovono inquietudine. “L’uomo vivo” risolleva gli animi, quella sul Colosseo permette di creare una situazione gladiatoria. Lo spettacolo vede una situazione di luci e ombre, un’atmosfera visionaria e di incorporeità e mette la sala in una condizione di sospensione dell’incredulità. Le canzoni diventano così luoghi dell’anima abitabili e le canzoni abitano il teatro».
Come si sente?
«Nel pieno degli anni».
Nel pieno o nel fiore?
«Nel pieno. Il fiore l’ho già superato».
Cosa sono le canzoni?
«Non sono una vera forma di comunicazione. La parola è comunicazione. Per questo amo i reading e gli incontri. La canzone è un artificio emotivo».
Efficientista o perditempo?
«Cerco di perdere efficacemente il mio tempo, facendo viaggi temporali a mezzo lettura».

INFORMAZIONI
Faccia a Faccia con Vinicio Capossela. Giovedì 13 aprile, ore 17.30, Sala Montanelli, via Solferino 26. Il coupon per partecipare è pubblicato sul ViviMilano in edicola mercoledì 12 aprile

di Mario Luzzatto Fegiz

Fonte:
Vivimilano