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Torna Vinicio lo sregolato (11.04.2006)

(Grazie a Cristina per l’articolo)

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Martedì 11 Aprile 2006 | Tutte le notizie, Ritagli di giornale
Radionero stasera 10.04.2006 non andrà in onda

Causa canale web occupato da uno speciale sulle elezioni Radionero staserà non andrà in onda.

Lunedì 10 Aprile 2006 | Tutte le notizie, Aggiornamenti Radionero
Stasera Radionero con i Gotan Project

Quando cinque anni fa fece la sua comparsa nei club europei, “La revancha del tango” sconvolse i canoni della musica elettronica, rendendola emozionante con le atmosmere del tango argentino. Oggi, dopo una compilation di remix, un dvd, una serie lunghissima di sold-out, la revolucion può dirsi compiuta, anche se i Gotan Project, con Lunatico, sono a ancora capaci di farci sognare e ballare, con un tocco che ormai è un marchio di fabbrica.

Questa sera dalle 21 alle 23. Per ascoltarla in diretta aprite con il vostro player preferito il seguente indirizzo:

http://www.radionation.it:8080/listen.pls

Durante il programma potete raggiungere Nero su Msn all’indirizzo antonio.selvarolo@hotmail.com

Lunedì 10 Aprile 2006 | Tutte le notizie, Aggiornamenti Radionero
Linus intervista Vinicio a Deejay Chiama Italia

(Grazie a Fra-ncorosa che mi ha inviato la registrazione integrale)

Aggiunta al baule la registrazione dell’intervista a Vinicio da parte di Linus a Deejay Chiama Italia dell’8 febbraio 2006 in occasione della presentazione di “Ovunque Proteggi”.

Come al solito trovate la registrazione nel Baule del sito.

Recensione Auditorium della Conciliazione 04.04.06

Capossela, l’illusione
è tutto nella vita

Vinicio è un trionfo di sacro e profano all’Auditorium della Conciliazione. A pochi metri dalla Santa Sede. E da Modì…

Chissà come sarebbe inorridito Lui, il bianco e teutonico Custode del cattolicesimo, se avesse potuto vedere quale pagano baccanale era in corso ieri notte a poche centinaia di metri dalla sua finestra sul mondo. Magari si è svegliato di soprassalto, colto nel sonno dalla spaventosa visione: angeli a convegno coi demoni, in gioco un cuore che pulsa al ritmo della terra, gonfio di passione, da difendere “a mascellate d’asino”, come predica nell’ouverture Non trattare l’arbitro dell’incontro. Creatura inquietante, coperta dal vello scuro di un capro, il volto celato da una spaventosa maschera da minotauro.

L’arbitro è Vinicio Capossela, giunto all’Auditorium di via della Conciliazione con un tour che è come una missione diplomatica: trovare il modo di rendere distinguibile nella sua Babele musicale il sogno e la realtà, il sacro e il profano, la carne e lo spirito, il ballo e la contemplazione, la bellezza e la deformità, il fascino d’Oriente e le miserie dell’Est, la conquista dell’Ovest e la decadenza d’Occidente, la magia del Sud e le avventure del Grande Nord, la poesia, il cinema, la pittura, la letteratura… Un concerto che è un inesauribile serbatoio di suggestioni, il pubblico avulso dalla realtà per quasi tre ore, assorto, sorridente, plaudente, infine scatenato al ritmo della taranta. E riportato di quando in quando coi piedi per terra proprio da Vinicio.

“Benvenuti in questo labirinto - esordisce il mattatore al termine della sulfurea Brucia Troia -. Siamo nel ventre della balena: le rosse poltroncine vuote (se ne scorgono appena due, ndr) sono le sue gengive, voi siete i denti. Ci abbiamo messo 15 anni ad arrivare fin qui, non vanificheremo tutto stasera…”. Capossela è di parola. Il concerto con cui rappresenta in scena le storie di Ovunque proteggi l’album che per la prima volta nella storia del cantautore ha toccato la vetta della classifica in una sola settimana - è una sequenza di umori, ambienti, cambi d’abito e di registro.

Il pubblico si scalda al tempo binario di Dalla parte di Spessotto, il ricordo dei compagni di scuola di Vinicio, “dalla parte di Golia”, refrattari all’ordine e alla “scrima di Davide”, signori dei banchi dell’ultima fila dal destino già segnato. Li evocano il batterista Zeno De Rossi che mette su un cappello da cowboy, il chitarrista Alessandro Stefana un bel cilindro, il trombettista e sassofonista Michele Vignali e il contrabbassista Glauco Zuppiroli due berretti da perfetti bolscevichi. E anche stasera Vinicio rivolge il suo saluto agli Spessotto stipati nelle ultime file. Scrosciano gli applausi.

Il Teatro delle Ombre governato dall’invisibile Gaia Corallina anima la divinità protagonista di Medusa Cha Cha Cha, il letale richiamo sonorizzato dalle oscillazioni del theremin governato da Vincenzo Vasi. Ed è sempre lo strumento magnetico di invenzione russa che proietta Gagarin in orbita in Moskavalza, ascesa e rovina a tempo di techno della Grande Madre Russia, dalla conquista sovietica dello spazio al “chiavare veramente” degli odierni postriboli. Vinicio toglie il colbacco e indossa frac e cilindro, siede al pianoforte a coda. Note notturne trasportano il pubblico nell’onirico giro di valzer Nel blu, ispirato a un quadro custodito in un museo moscovita, ombre di ballerine da carillon danzano sullo sfondo. “L’illusione è tutto nella vita…”.

“Ora farò un esperimento - annuncia Vinicio - ultilizzando due strumenti. Uno è il Teatro delle Ombre, con cui ovviare all’oppio che non vi hanno distribuito all’entrata e sospendere l’incredulità. E con cui ripensare alla vostra vita, come il protagonista di quel film di Sergio Leone (Robert De Niro in C’era una volta in America ndr). L’altro è il telefono, strumento con cui è possibile parlare con persone inesistenti. Nel cuore della notte vi chiama il vostro amico più ‘grosso’, quello che alla prima delusione d’amore spegneva le sigarette sul bancone del bar. E alle successive beveva…Quello con cui immergevate i piedi nella vasca col campari…La vita è bella…e poi ti sposi…”. Ombre di ussari cavalcano mentre Vinicio dialoga al telefono con il ricordo della gioventù scapigliata e il rimpianto per chi ha ceduto al compromesso dell’età. Dove siamo rimasti a terra Nutless… Basta piangersi addosso, “il nostro paradiso è questo qua…”, Vinicio libera la band per un dixieland e cita il tema di Morricone finché… Tu tu tu, la linea è caduta…

La dolenza melodica latinoamericana di Pena de l’alma alleggerisce l’atmosfera prima di una lunga fase rem. Il rintocco del gamelan di Vincenzo Vasi scandisce il tempo del romantico incontro di Vinicio con una geisha in Lanterne Rosse, un treno strappa il protagonista al dragone, ma poi lo proietta su una scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta, sullo sfondo il veliero si inabissa. “E’ una visione: un comandante non si cura di portare alla rovina il suo equipaggio inseguendo un suo odio personale - racconta Vinicio -. Una metafora attualissima…”. Capossela si accomoda all’organo e alla luce di un lumino percorre il sepolcrale reading della SS dei naufragati, rotto solo dalla disperata implorazione di chi ha già affidato l’anima a lei, “Madre mia…”. La morte giunge al suono di una campana marinaresca, che Vinicio tiene alta con il braccio. Ovazione.

“Non posso esimermi dal ricordare la prossimità a…- dice Vinicio quando gli applausi si sono spenti, facendo riferimento alla Santa Sede -. Si è appena concluso il ricordo di un anno fa…Io ricordo solo il senso di colpa che provai per la sbornia della sera prima… Rimasi ammirato, e non sto scherzando, dallo spettacolo. Il vento soffiava solo per spettinare i cardinali…il ciabattare dei pellegrini… le bottigliette di acqua minerale…il silenzio in preghiera davanti…al maxischermo al Circo Massimo…La tv si purificava…tutta tranne il presidente del Consiglio, che volle apparire anche lì…”.
Il sermone sfocia nella citazione dell’Ecclesiaste e quindi nel Rosario della carne, oscura introduzione alla sincretica e bandistica esultanza per il ritorno de L’uomo vivo, altrimenti detto Inno al Gioia, storia di un crocifisso di legno sbattuto a destra e a manca dalla folla che lo porta in trionfo, tipica immagine delle celebrazioni pasquali del Sud Italia. Il pubblico abbandona le poltroncine, balla e lancia fiori all’indirizzo di Vinicio. La catarsi è in atto.

Si concluderà più tardi con la frenesia di Marajà e Il ballo di San Vito, i più vivaci capitoli di una storia che Capossela affianca nei bis ai languidi ritmi cubani di Che cos’è l’amor e Come una rosa, il richiamo waitsiano del Corvo torvo e infine, le luci del teatro ormai accese, alla delicata invocazione di Ovunque proteggi, habanera spazzolata dalla batteria e accarezzata dalla pedal steel.

Prima dell’ultima “benedizione” e di un inevitabile “votate con prudenza”, Capossela esprime una dedica speciale. “Siamo a pochi metri dalle creature viventi di un uomo che per me è stato più importante di Jim Morrison” annuncia Vinicio. La gente sorride, ma il riferimento non è ironico e non indirizzato al bianco Vicino della notte. “I suoi volti allungati…la pittura è la forma di vicinanza alla mano che l’ha dipinta…”. Capossela ricorda così Modì, sulle note di un valzer notturno e solitario. “Io sto vicino a te…”, il suo messaggio a Modigliani, il pittore dei colli infiniti, che oggi “incontrerà” nella mostra allestita al Vittoriano, prima di riaccendere il fuoco della passione degli angeli e demoni nella seconda serata all’Auditorium.

di Paolo Gallori
Fonte:
Kataweb.it

Nuova data del tour il 13 luglio 2006: Pistoia Festival

13 Luglio 2006, Vinicio Capossela in concerto al Pistoia Festival.

Con Fossati, Capossela e Veloso al via a giungo il Pistoia Festival

Con Fossati, Capossela e Veloso al via a giungo il Pistoia Festival
04/04/2006 - Queste le prime anticipazioni di un ricco programma. La lirica, con Trovatore, Cavalleria rusticana e Pagliacci, si trasferisce al Villone Puccini. A fine giugno la sesta edizione del Cammino delle comete, incontri internazionali di poesia.

Il Pistoia Festival edizione 2006 assesta i suoi primi colpi, con i concerti di Ivano Fossati (7 luglio), Vinicio Capossela (13 luglio) e Caetano Veloso (18 luglio) che insieme agli incontri internazionali di poesia faranno da degna cornice alla ventisettesima edizione del Pistoia Blues, impreziosita da big del calibro di Bob Dylan e Ben Harper. La lirica, con Il Trovatore (21 luglio), la Cavalleria rusticana e i Pagliacci (26 luglio), viene confermata, ma si trasferisce nel più tranquillo scenario della Villa di Scornio (Villone Puccini), lontano da una piazza Duomo sempre più affollata di eventi. “La nostra estate culturale – spiega il neo assessore alla cultura del Comune di Pistoia, Tommaso Braccesi – vede quest’anno un più stretto rapporto tra Comune e Associazione teatrale pistoiese, alla quale è stata affidata la gestione di molti degli eventi. L’edizione 2006 presenta numerosi appuntamenti di qualità e fa leva su iniziative già collaudate come il Cammino delle comete e l’opera lirica, che a Pistoia conta tanti appassionati. Quest’anno la realizzazione è affidata alla Italia Konzert Opera, che propone Verdi, Mascagni e Leoncavallo, ma che organizzerà anche un concerto sinfonico-multimediale. Il Pistoia Festival però potrà soddisfare ogni curiosità culturale e riconfermarsi come evento capace di catalizzare l’attenzione di tutti coloro che rimangono in città. Saranno confermati infatti tanti altri appuntamenti che si snoderanno, oltre che in luglio, anche nel mese di agosto e di settembre con la fattiva collaborazione di gruppi ed associazioni culturali cittadine e che saranno presentati e illustrati con specifiche conferenze stampa”. Saranno dunque due gli scenari privilegiati del Pistoia Festival: piazza Duomo che ospiterà il blues e i musicisti e il Villone Puccini, che farà da cornice a fine giugno alla sesta edizione de “Il cammino delle comete”, il cartellone di incontri internazionali di poesia il cui calendario è ancora in via di definizione. A Luglio il Villone ospiterà le tre opere liriche ma anche, venerdì 28, “Echi del ‘900” il concerto sinfonico-multimediale per orchestra con celebri musiche da film, presentato in occasione del centenario della nascita di Roberto Rossellini. “Quest’anno siamo particolarmente soddisfatti – commenta Giuseppe Grattacaso, presidente dell’Associazione Teatrale Pistoiese – perché presentiamo un programma più ricco e vario che nella precedente edizione, con proposte di eventi di qualità, in grado di intercettare la richiesta di divertimento intelligente e non banale che si manifesta con sempre maggiore evidenza. Contenuto unificante dei vari appuntamenti è l’attenzione alla parola, da quella poetica, veicolata dall’ormai tradizionale appuntamento degli incontri de “Il cammino delle comete”, a quella che è alla base del successo di tanta canzone d’autore, a quella che accompagna l’opera lirica e che rappresenta uno dei segni caratterizzanti della nostra identità nazionale. Siamo contenti, inoltre, di allestire due diversi spazi, funzionali alle differenti tipologie e caratteristiche degli spettacoli presentati. Ciò ci offre, tra l’altro, la possibilità di valorizzare uno spazio in particolare, quale è quello attiguo all’attuale sede della Scuola Comunale di Musica, il Villone Puccini, particolarmente adatto ad ospitare eventi che hanno bisogno di un’atmosfera più delicata e raccolta, quali appunto le produzioni liriche ed i concerti di musica classica”.

Aggiunta la puntata di Radionero del 03.04.2006

Aggiornato il podcast di Radionero con la puntata del 03 aprile 2006. La prima parte della puntata è dedicat all’ascolto di diversi pezzi dal nuovo album degli Hard-Fi. Per scaricare il podcast seguite le istruzioni riportate nell’apposita sezione del sito. Buon ascolto.

La scaletta della puntata:
Hard-Fi - Cash machine
Hard-Fi - Hard to beat
Hard-Fi - Stronger
Hard-Fi - Move on now
Hard-Fi - Sick of it all
Hard-Fi - Hard to beat (remix)
Hard-Fi - Cash machine (remix)

James White & the Blacks - Contort yourself
Was (not Was) - Wheel me out
The Knife - Heartbeats
José González - Heartbeats
Mario Venuti - Anni Selvaggi
Bah Samba feat. the Fatback Band - Let The Drums Speak (Harvey Lindo Edit)
The Jam - Town called malice
Placebo - Bigmouth Strikes Again
Barry Gray - Supercar theme
Herbie Hancock vs Michael Jackson - Rock-it Bad
Bauchklang - Barkin’ News
Hardkandy - Dizzy Dumb
Soil and Pimp Sessions - A Wheel within a Wheel
Alif Tree - Forgotten Places
Method Man - Release Yo Self (Prodigy Mix)
Art of Noise - Moments in love
Niccolò Fabi - La bellezza
Vinicio Capossela - Lanterne rosse

Martedì 4 Aprile 2006 | Tutte le notizie, Aggiornamenti Radionero
Canta il Minotauro: Vinicio Capossela fra melodia e mitologia

Canta il Minotauro
Vinicio Capossela fra melodia e mitologia

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“L’illusione è tutto nella vita, tenere in vita il domatore”, ha detto Vinicio Capossela. E in questa frase è racchiuso il senso del suo visionario tour che il 4 5 aprile arriva all’Auditorium Conciliazione. Biglietti esauriti.
Il cantautore italiano (ma nato ad Hannover, in Germania) tornerà il 3 luglio al Teatro Romano di Ostia Antica.
E’ un acrobata della musica, Capossela. Infilza suoni e parole in un caos solo apparente. “Ovunque proteggi”, il nuovo album, racchiude nostalgiche marcette e spudorate citazioni, burle sinfoniche e spietati sberleffi. Cantautore di culto che ha esordito 16 anni fa con “All’una e 35 circa”, ha ideato concerti pieni di immagini mitologiche e carnevalesche. “I nostri campioni arriveranno dalla Tracia, dalla Colchide, dall’Epiro, direttamente per farsi sbranare da voi - ha scritto -. Dunque ascolterete salmi e prediche, vedrete sfilare apparizioni mitologiche, arriverete in fondo al labirinto del Minotauro, sarete adescati dalla Medusa, conoscerete giganti e maghi, sentirete sibilare oracoli e indovinelli, imparerete a contare fino a quattro in russo e pronunciare la parola che pronunciò Gagarin al momento del decollo, “Pajehali!” “Partiti!”. Scenderete tra le suggestioni delle ombre e la meteria della carne, carne fatta pietra e amplificatore”.
Capossela metterà in scena le canzoni del nuovo lavoro, “indossandole” con cambi d’abito e di accessori: la cartella di scuola e il berretto da monello in “Dalla parte di Spessotto”, il colbacco dei miliziani in “Moskavalza”, quello da ufficiale di Marina in “S.S. dei Naufragati”, il frac durante “Nel blu”, un costume dell’Opera di Pechino per “Marajà”, l’elmo da legionario romano in “Al Colosseo”.
La compagnia Teatro d’Ombre Controluce di Torino proietta, dietro il telo bianco alle spalle del palco, visioni di minotauri, gendarmi, grattacieli, ussari e dragoni, ballerine in tutù, la danza degli scheletri, vascelli e anime dannate, un’intera processione.
La seconda parte del concerto si apre con “Marajà” e ripercorre un’intera carriera. Chiude “Ovunque Proteggi”, eseguita a luci di sala accese.
Dice Capossela: “E’ il mio modo per abbracciarli tutti”.

Fonte:
Il Corriere

(Grazie a Luca Marsili che mi ha inviato la scansione dell’articolo)

Capossela “disorientato” dal successo

Capossela «disorientato» dal successo

«Il successo? Per me è un cattivo segnale. Evidentemente devo aver sbagliato qualcosa». Eccolo, Vinicio Capossela, personaggio schivo, artista nell’intimo, cantautore geniale che oggi e domani si esibisce all’Auditorium Conciliazione (ore 21), nelle due tappe capitoline del suo «Ovunque Proteggi Tour 2006». «Col successo aumentano le mie possibilità di sbagliare - spiega l’artista -. Ringrazio il pubblico, ma questa grande fiducia mi mette anche un po’ paura. Lo scopo è scrivere, non diventare famosi». Sembra che non tutti desiderano il successo commerciale, dunque. Non tutti lo puntano e si prostrano davanti ad esso. Il suo nuovo disco Ovunque Proteggi appunto, pubblicato alla fine di gennaio è diventato un grande successo commerciale, al secondo posto appena sotto Gianna Nannini nella classifica vendite. Effettivamente «strano» per un disco bello, intenso, di qualità come nella tradizione di Vinicio, ma forse più intimo dei precedenti. Un disco «abbracciante» come lo ha definito lo stesso Capossela, ma soprattutto un disco vero, ossia un’opera compiuta con un inizio e una fine, un senso di marcia, delle istruzioni per l’uso che partono dalla copertina e finiscono all’ultima nota dell’ultimo solco un’ora, undici minuti e 58 secondi dopo. Anzi, partono ancora prima perché Vinicio, facendo parziale violenza a se stesso, ha parlato del disco, lo ha presentato il giorno prima dell’uscita ufficiale, facendo percepire l’affetto e le aspettative che nutriva per questo lavoro. Ancora «canzoni a manovella» in questo disco, dunque, che è anche il titolo dell’album precedente uscito ormai sei anni fa. Alcuni brani montano ingranaggi ancora più arcaici e rudimentali. Ovunque proteggi è un disco di suoni, rumori e parole (tante, come sempre, accuratamente selezionate dal vocabolario o inventate di sana pianta), di carne e di sangue, di terra e di acqua, tra valzer leggeri che volano nel vento e colpi di maglio sferrati in fucine ciclopiche.
In questo tour, ideato dallo stesso Vinicio Capossela, il cantante, nativo di Hannover in Germania ma italianissimo, ha scelto di presentare le nuove canzoni calandole in una dimensione fortemente teatrale. Lo spettacolo presentato nel tour è una rappresentazione in forma di visioni del viaggio del disco.
Un viaggio a metà strada tra un’Odissea mitica e una via crucis profana che attraverserà l’Italia da Carnevale alla Pasqua di Resurrezione: «Sarà un concerto mitologico di pezzi solenni, fatti a brano a brano nel nostro Colosseo - dice nel consueto stile narrativo surreale -. I nostri campioni arriveranno dalla Tracia, dalla Colchide, dall’Epiro, direttamente per farsi sbranare da voi». «Dunque - continua - ascolterete salmi e prediche, vedrete sfilare apparizioni mitologiche, arriverete in fondo al labirinto del Minotauro, sarete adescati dalla Medusa, conoscerete giganti e maghi, sentirete sibilare oracoli e indovinelli, imparerete a contare fino a quattro in russo e a pronunciare la parola che pronunciò Gagarin al momento del decollo, “Pajehali!” “partiti!”. Scenderete tra le suggestioni delle ombre e la materia della carne, carne fatta pietra e amplificatore».

Fonte:
Ilgiornale.it