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Aggiornamenti del baule

Sono stati aggiornati, trasformandoli dal formato wmv (poco fruibile, soprattutto per gli utenti mac) nel formato mp4 i seguenti video:

1) Intervista e video presentazione Ovunque Proteggi a Kataweb
2) Intervista Primo Maggio 2006 a Kataweb
3) Intervista a Capossela da MTV.it
4) MTV Storytellers (sono stati tagliati anche i 15 minuti di vuoto presenti all’inizio dello streaming di MTV e ora è possibile scorrere il filmato, cosa che non era possibile con il precedente wmv)

I link nel Baule sono già stati corretti per scaricare i video nel nuovo formato.

Aggiornamento date tour: nuove date

Ecco l’elenco delle prossime dati del tour di Vinicio Capossela:

26/06/06 Anfiteatro Augusto Daolio, Sulmona (Aq)
29/06/06 Cagliari Anfiteatro Romano
03/07/06 Teatro Romano Ostia Antica (RM)
06/07/06 Folkest Udine Castello
07/07/06 Paderno Dugnano (MI) Lago Nord Live
10/07/06 Caserta - Anfiteatro nella Reggia
12/07/06 Torino - Colonia Sonora
13/07/06 Pistoia - Pistoia Blues
15/07/06 Sogliano al Rubicone - Piazza Matteotti
16/07/06 Sordevolo/Biella - Anfiteatro di Sordevolo
18/07/06 Ferentum - Anfiteatro Romano
19/07/06 Mantova - Palazzo Te
22/07/06 Lamezia Terme - Piazza Storica
28/07/06 Palermo - Verdura
01/08/06 Otranto - Castello
05/08/06 Locorotondo - Festival Cantina Sociale
24/08/06 Siena
25/08/06 Benevento - Anfiteatro Romano
27/08/06 Dolomiti - Villa Welsperg
13/10/06 Madrid - Teatro Albeniz

Sermoneta - Capossela il randagio questa sera al castello

Capossela il randagio questa sera al castello
SERMONETA — L’attesa è finita. Vinicio Capossela, il cantante “randagio” che ha fatto del surrealismo una filosofia di vita, farà tappa questa sera in terra pontina, con il suo “Ovunque proteggi tour”. Con lui anche Alessandro “Asso” Stefana (chitarre), Glauco Zuppiroli al contrabbasso, Zeno De Rossi ai tamburi, Michele Vignali (ance) Gak Sato e Vincenzo Vasi (theremin & programmazioni). L’appuntamento è al Castello Caetani di Sermoneta in occasione della rassegna “Maggio Sermonetano”. Si tratta dell’unica data nel Lazio. Il costo del biglietto va dai 37 ai 50 euro. Per informazioni e prevendite: 329/6284750. In scaletta ci saranno quelle “liriche esplicite”, come lui stesso ama definire le sue canzoni, che superano la dimensione personale mixando poesia e senso dell’humor. Prima del concerto la libreria “Le Nuvole” ha organizzato una serie di lettura con l’Anonima Scrittori: “Pillole rosse”, racconti brevi di 2500 battute. Domani, alle ore 15.30, invece, ci sarà l’apertura degli spazi espositivi pittura, scultura, fotografia, artigianato e installazione artistiche nel centro storico del paese. Dalle ore ore 15.30 alle 17.30 laboratorio di pittura per bambini a cura di Riccardo Chirici. Alle 17.30 “Modelliamo l’argilla dai personaggi di fiaba ai solidi geometrici” - esperienze di pedagogia steineriana a cura di Emanuele D’Amici, associazione La Chiave D’Oro Latina. Alle ore 16.30 spettacoli in strada Paolo Recchia French quartetto con Paolo Recchia, Michel Rosciglione, Nicola Angelucci, Laurent Coq, Belo Horizonte Fausto Ciotti Arcangelo Spina, Gianluca Bernasconi. Alle ore 18 nella chiesa S.Giuseppe concerto di fisarmoniche a cura del conservatorio Respighi di Latina. Infine alle ore 21 in piazza del Popolo performance musica dai balconi Suono Parola Immagine con Mimmo Battista, Aldo Bassi, Roberto D’Erme, Marcello Parravano, Massimo Gentile, Fabrizio Sbraco, Marco Malagola, Antonio Bellia.

sabato 27 maggio 2006

Recensione concerto Chiasso del 20.05.2006

Dal Corriere del Ticino del 21 maggio 2006 la recensione del concerto di Chiasso:

corriereticino_small.jpg

Clicca qui per scaricare la versione a dimensione leggibile.


Da “Repubblica”

Inserto di Repubblica ai tempi de L’indispensabile

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Lunedì 22 Maggio 2006 | Tutte le notizie, Ritagli di giornale
Capossela, a Chiasso l’eccellenza italiana

Vinicio Capossela è l’esemplare dimostrazione di cosa voglia dire essere un animale da palco, un minotauro per la precisione. Chi ha avuto la fortuna di ammirarlo con maschera taurina e pelliccia, indossate per il richiamo mitologico di Brucia Troia al Teatro Sociale di Como lo scorso 5 maggio, sa già cosa aspettarsi sabato 20 maggio alle 20.30, quando il tour per la presentazione del nuovo cd toccherà il Cinema Teatro di Chiasso (ingresso 20/14 euro).
Capossela è un feroce cacciatore, le sue prede catturate su disco, Ovunque proteggi è l’ultimo, vengono liberate in una sorta di rito live dove tutto diventa indispensabile. L’artista interpreta le proprie canzoni con il corpo, i vestiti, le coreografie e una voce che rimane unica, personale come ogni gesto che, solo apparentemente, sembra compiere senza copione. Durante lo spettacolo il teatro si trasforma in un’arena o meglio in quel Colosseo evocato dal fiato medievale delle trombe. E il leone che esce vincitore da qualsiasi tipo di duello, anche quando lotta con se stesso, con i suoi fantasmi, con la gabbia della vita, è proprio Capossela. Le rappresentazioni travolgenti di MoskaValza e Dalla parte di Spessotto o quelle commoventi di Dove siamo rimasti a terra Nutless e Lanterne Rosse mostrano un artista unico, feroce e dolcissimo come può essere solo un felino. Anche a Chiasso il pubblico sarà rapito dalla magia visiva e sonora di S.S. dei Naufragati o dal contagioso Inno alla gioia rappresentato da L’uomo vivo. Sul palco Capossela crea un vortice, non solo lirico, capace di trasportare chiunque in un viaggio a ritroso nel tempo. E quando lo spettacolo sarà finito solo i pollici alti potranno impedire un applauso interminabile. Nonostante l’ostilità dei lavori più recenti, ricchi di suoni primordiali che rappresentano il vertice di una sorta di radicalismo musicale, Capossela continua a rappresentare l’eccellenza della musica italiana.

Maurizio Pratelli

Fonte:
Il Corriere di Como

Vinicio Capossela: domenica 21 maggio una notte di tanghi al Caffè Procope

Domenica 21 maggio, presso il Caffè Procope di via Juvarra 15,  a Torino, Vinicio Capossela si esibirà in un repertorio di tanghi e serenate. Con lui Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Glauco Zuppiroli al contrabbasso e Pepe al bandoneon. Costo dei biglietti 20 euro + prevendita. Per informazioni Caffè Procope, 011.540675.

Un po’ caffè, un po’ teatro, un po’ locale sudamericano. Ma il Caffè Procope è soprattutto, per definizione dello stesso Vinicio Capossela, “uno dei templi di questa carboneria che è la cultura del tango trapiantata in Italia”, nel quale si recò per la prima volta nel 1997, mentre accompagnava lo scrittore Sandro Veronesi a realizzare un servizio per un programma intitolato “Magazzini Einstein”. “Era come un viaggio ad esplorare queste realtà che sono sommerse ma eppure esistono. Una città come Milano, ad esempio, è una città dove c’è una milonga ogni sera, e a Torino ancora di più. Il Caffè Procope è stato proprio un posto storico di questa tradizione, così come Torino è stata ed è tuttora una città unica in questo senso. Nell’occasione in cui se ne occupò Veronesi andammo insieme a Massimiliano Pitocco con il bandoneon e suonammo tre pezzi. Perché? Perché anche io da tempo amo questa musica, non tanto per il ballo quanto proprio per il repertorio; parlo di quel tango canzone incarnato da Roberto Goyeneche e Annibal Troillo, che io in un’operazione all’inverso - come un coccodrillo che recede allo stadio di lucertola - ho trasmutato all’italiano, facendo delle versioni che non sono delle vere traduzioni ma che proprio per questo mi appartengono molto”.

Avendo appreso che il Caffè Procope da quest’anno non esisterà più perché tornerà ai proprietari, Capossela tornerà a suonarci ancora una volta domenica 21 maggio, portando con sé la formazione con cui aveva già suonato in passato questi brani (presentati in alcune serate intitolate significativamente “Parole D’altrove”): Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Glauco Zuppiroli al contrabbasso e Pepe al bandoneon, altresì detti “trio Tinta Roja”, in onore del locale di Barcellona in cui diverse volte si sono esibiti proprio con questo repertorio di tanghi trasmutati e che comprende brani come “Garua”, “Nocturno a mi barrio”, “La ultima curda”, “Cristal”, “Naranjo en flor”, “La cancion de las simples cosas”, “Porto rancore al silenzio”, “Abbandonato”. “Una serata fatta per ragioni esclusivamente sentimentali”, dice Capossela, “e poi anche perché è bello di questa stagione suonare queste canzoni, queste serenate”.

Fonte:
Ufficio stampa Vinicio Capossela

Esperimento: video di Ovunque Proteggi

Questa è solo una prova per poter vedere un video direttamente nel testo della notizia utilizzando il servizio di YouTube.
Clicca sul pulsante Play al centro del video per vedere il filmato.

[AGGIORNATO] Ristampa di “Non si muore tutte le mattine”

Vinicio Capossela “Non si muore tutte le mattine”
In libreria dal 6 aprile 2006 - Feltrinelli Editore

La Feltrinelli ha provveduto a rimettere in circolazione il primo romanzo di Vinicio Capossela, “Non si muore tutte le mattine”, ripubblicandolo nella propria collana Universale Economica. “Non si muore tutte le mattine” era uscito nella sua prima edizione nel 2004, all’interno della collana “I Narratori”. La nuova edizione del libro ha subito qualche leggero intervento in sede di impaginazione e sfoggia una nuova copertina (una splendida foto di Dario Lasagni).

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In breve
Il mondo di Vinicio Capossela, raccontato come una discesa agli inferi e come una continua rinascita. L’epopea dei perdenti, unica razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza. Una grande prova di talento narrativo, di violenza immaginativa, di ribellione quasi metafisica contro le finzioni consolatorie di ciò che chiamiamo realtà.

Il libro
Un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi. Si procede in un concertato di scritture, per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, le balene Franche, l’Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stambul, la piana ipermercata, l’ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l’amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l’onore, l’orrore, la lealtà, un vestito leggero a ciliegie rosse, Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Jeff Buckley, Glenn Gould, Napoleone. Non si muore tutte le mattine è un’opera sull’ambizione, l’impresa, la resa e la grazia.

Approfondimento
Una stagione all’inferno. Dove l’inferno è l’io di chi racconta e insieme la scena, metropolitana, suburbana, in cui si muove, di volta in volta accompagnato dall’amico di sempre, Nutless (ma anche Noodless), maniaco dell’Impresa (l’impresa! L’impresa!) che deve lasciare un segno nella materia vivente e dall’amico alcolico e diabolico, Chinaski, demolitore di certezze e sentimenti che non siano compresi fra la parola ubriaca e l’amicizia virile. Si procede per gironi, per sconfitte, per capitolazioni. Si procede muovendo dal centro verso l’esterno, dal chiuso di uno scantinato – in cui arriva filtrata la musica del giorno e della notte – verso il quartiere (il barrio), primo stadio dell’appartenenza, e poi verso l’angoscia delle tangenziali, della piana ipermercata, e ancora verso un surreale interregno – non è più città, non è ancora o non sarà più natura – dove tutto può accadere. Oltre vi è solo il viaggio, un viaggio lungo le strade defraudate di storia e di vita della Balcanìa, verso i confini estremi di Stanbùl, nelle taverne in cui la musica del rebetico riconferma vitalità e sconfitta. Il viaggio in cui s’accende il fantasma gentile e paziente di una presenza femminile, un’accompagnatrice con vestito a ciliegie rosse. Solo in questa “discesa” o esplorazione si può toccare, anche solo sfiorare, l’epopea dell’esistere. Non a caso il libro si apre su Napoleone Bonaparte – con la sua Beresina, con la sua Waterloo – quasi a siglare con una visione impigliata nelle maglie della storia il senso della caduta. Vinicio Capossela racconta, con talento e un senso originalissimo del linguaggio, il suo mondo, un mondo generoso di ossessioni, acceso di visioni, popolato di eroi-perdenti, musicisti, fantasmi dell’anima, compreso fra l’impudicizia della confessione (quella che l’autore assimila allo spurgo) e la ricerca della bellezza, magari nascosta, magari polverizzata ma pronta a tornare a illuminare la notte, a placare l’ansia del giorno assolato.

AUTORE
Vinicio Capossela è nato ad Hannover il 14 dicembre 1965. È il musicista italiano più aperto a sperimentazioni e contaminazioni e fra i cantautori che hanno saputo reinventare meglio il linguaggio della canzone con testi per altro ricchi di prestiti e allusioni letterarie (Bukowski, Fante, Céline). Nel 1990 ha pubblicato il suo album d’esordio, All’una e trenta circa, premiato dal Club Tenco, cui hanno fatto seguito Modì (1991), Camera a Sud (1994), Il ballo di San Vito (1996), Liveinvolvo (1997), Canzoni a manovella (2000). Sono entrati nella leggenda i suoi reading di John Fante, la riduzione radiofonica del Racconto di Natale di Charles Dickens e il suo radioracconto, I cerini di San Nicola.

Prezzo: Euro 8

Aggiornamento:
Scarica la copertina
Scarica un estratto da “Non si muore tutte le mattine”

Fonte:
Feltrinelli

Travolgente show di Capossela a Sassari

Uno spettacolo straordinario, la cui ricchezza scenica non ha tolto nulla all’altissima qualità musicale dei brani eseguiti
SASSARI - «La Sardegna è il nostro Messico, e la vostra birra è meglio della Corona» – con queste parole Vinicio Capossela ha salutato il pubblico.

“Ovunque proteggi” si è rivelato ieri sera, agli spettatori del Teatro Verdi di Sassari, una straordinaria messa in scena musicale carica di richiami al mondo ancestrale e mitologico sardo. Sul palco il suonatore di launeddas Gavino Murgia ha accompagnato con il suo strumento i numerosi e bravissimi musicisti di Capossela, e lo stesso funambolico cantautore ha eseguito un paio di brani coperto di una pelle di pecora da Minotauro-Mammuttone, sul viso una maschera babraricina a fare da cassa di risonanza naturale alla sua splendida voce.

Uno spettacolo trascinante, potente, ricchissimo di effetti scenici, cambi di costumi e giochi di luci, oltre due ore e mezzo di ininterrotta energia musicale, un Capossela che non si è risparmiato un momento, che ha fatto ballare e cantare il pubblico del Verdi in un lungo viaggio tra i brani del suo ultimo disco e i suoi più grandi successi, da La Morna a Il ballo di San Vito. Capossela ha alternato momenti di vero teatro, come quando si è presentato al pubblico travestito da antico romano per arringare la folla come un tribuno ispirato, a momenti di dialogo sussurrato col pubblico, introducendo i brani con invenzioni poetiche degne del suo talento.

Fonte: algheronotizie.it