6/04 - Vinicio Capossela a Salerno…molto più di un concerto
“Venghino, signori venghino, lo spettacolo ha inizio…le fauci del Minotauro vi inghiottiranno tra burle e sghignazzi!”
Quello che si è svolto ieri sera al Teatro Augusteo di Salerno non può essere ridotto ad un concerto, ad un’esibizione; per quasi tre ore si è stati risucchiati in un vortice ancestrale, un turbinio di sensazioni ed emozioni che sembrava non avesse più fine, o meglio, che si sperava non avesse più fine.
Attratti da un messaggio profetico, settecento adepti sono giunti in processione nella città di Salerno, costituendo un lungo drago cinese che si è insinuato prepotentemente nella movida cittadina, mutandone l’aspetto e le dimensioni.
E lì in teatro, ad accoglierlo, a partire dalle 21.30 circa, c’era un prestigiatore, un trasformista, un presentatore, un maraja, un amico, un incantatore, un folle ed istrionico messia che ha dato vita ad un miracolo: settecento corpi hanno assunto vita propria, invadendo le gallerie dell’Augusteo ed esplodendo in una scatenata festa bacchica, sorretta da un’incandescente energia vitale che, tuttavia, era solo una pallida cassa di risonanza di quella emessa da Vinicio.
Un caleidoscopico calderone in cui sono stati mescolati, ad uno ad uno, la forza iniziatica di “Brucia Troia”, l’ironia di “Dalla parte di Spessotto”, la vivacità di “Medusa cha cha cha”, la dolcezza di “Nel blu”, la melanconia di “Dove siamo rimasti a terra Nutless”, la tristezza di “S.S. dei Naufragati”, l’esotismo di “Maraja”, il richiamo della taranta del “Ballo di San Vito” e la nota finale di “Ovunque proteggi”; ogni singolo ingrediente, corredato da scenografie che si rincorrevano in continui giochi di ombre cinesi, era miscelato da uno stregone che non si è risparmiato un attimo e che ha tirato fuori dal cilindro mille ed una sorpresa: la banda musicale di Pignola che all’improvviso sale sul palco, Vinicio che salta giù dalla scena e attraversa l’intero teatro buttandosi tra la gente, l’ennesimo bis offerto, e non previsto, ad un’intera platea che, non sazia, intona “Bella ciao” in un tentativo estremo di prolungare la festa.
Non è possibile rendere a parole la straordinarietà di questo concerto… lo spettacolo è finito, il tendone è stato smontato ma la magia, senza trucchi né inganni, del prestigiatore rimarrà nelle teste e nei cuori di ognuno dei fortunati presenti, per molto, molto a lungo.
Il Lungomare di Salerno si fa teatro, la spiaggia di Santa Teresa diventa il luogo della festa, la banda di Pignola incalza è GIO…GIO…IA!
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Ai ragazzi del Festival, per avermi fatto superato la linea d’ombra, oltre la notte…fino alla luce…alla gioia! Alla Liberazione! la più bella serata da uomo vivo della mia carriera. Grazie
Vinicio Capossela



