Uno spettacolo straordinario, la cui ricchezza scenica non ha tolto nulla all’altissima qualità musicale dei brani eseguiti
SASSARI - «La Sardegna è il nostro Messico, e la vostra birra è meglio della Corona» – con queste parole Vinicio Capossela ha salutato il pubblico.
“Ovunque proteggi” si è rivelato ieri sera, agli spettatori del Teatro Verdi di Sassari, una straordinaria messa in scena musicale carica di richiami al mondo ancestrale e mitologico sardo. Sul palco il suonatore di launeddas Gavino Murgia ha accompagnato con il suo strumento i numerosi e bravissimi musicisti di Capossela, e lo stesso funambolico cantautore ha eseguito un paio di brani coperto di una pelle di pecora da Minotauro-Mammuttone, sul viso una maschera babraricina a fare da cassa di risonanza naturale alla sua splendida voce.
Uno spettacolo trascinante, potente, ricchissimo di effetti scenici, cambi di costumi e giochi di luci, oltre due ore e mezzo di ininterrotta energia musicale, un Capossela che non si è risparmiato un momento, che ha fatto ballare e cantare il pubblico del Verdi in un lungo viaggio tra i brani del suo ultimo disco e i suoi più grandi successi, da La Morna a Il ballo di San Vito. Capossela ha alternato momenti di vero teatro, come quando si è presentato al pubblico travestito da antico romano per arringare la folla come un tribuno ispirato, a momenti di dialogo sussurrato col pubblico, introducendo i brani con invenzioni poetiche degne del suo talento.
Fonte: algheronotizie.it



