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Ostia - Un cantastorie tra le ombre cinesi

Simone Mercurio

«Sarà un concerto mitologico di pezzi solenni, fatti a brano a brano nel nostro Colosseo», parola di Vinicio Capossela questa sera in concerto al Teatro di Ostia Antica, ore 21.30, per la tappa capitolina del tour estivo dedicato agli anfiteatri del poliedrico musicista e cantattore nato per caso ad Hannover in Germania ma italiano, anzi, emiliano doc. «I nostri campioni arriveranno dalla Tracia, dalla Colchide, dall’Epiro, direttamente per farsi sbranare da voi - spiega l’artista nel suo consueto linguaggio epico e surreale - ascolterete salmi e prediche. Vedrete sfilare apparizioni mitologiche, arriverete in fondo al labirinto del Minotauro, sarete adescati dalla Medusa, conoscerete giganti e maghi, sentirete bisbigliare oracoli e indovinelli, imparerete a contare fino a quattro in russo e a pronunciare la parola che pronunciò Gagarin al momento del decollo, “Pajehali!” “partiti!”»
Personaggio fuori dagli schemi, affabulatore e cantastorie geniale, Capossela fa delle commistioni fra suggestioni letterarie, visive e sonore la sua cifra. Viaggi, mostri, cori angelici, unicorni e minotauri nelle storie di Vinicio. Il suo ultimo disco «Ovunque proteggi» è un blues fatto di suoni, rumori e parole (tante, come sempre).
Ombre cinesi sullo sfondo del palco, per Vinicio invece sarà passerella di pellicce da minotauro, travestimenti da cosacco, maschere epiche e musiche, cigolii, parole, poesie e evocazioni in un vortice evocativo che trasforma ogni concerto di Capossela in un evento unico, un recital memorabile.
Il mese scorso nel Castello Caetani di Sermoneta a pochi chilometri dalla Capitale,