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OI REBETIKI MINOTAVROI: nuova data il 30 maggio

Tale è stato il successo delle due serate di sabato e domenica, e tante le persone che non sono riuscite ad assistervi, che abbiamo aggiunto una terza serata. Mercoledì 30 maggio tornano Vinicio e i rebetici al Folkclub. Le prenotazioni sono aperte.

Torna Vinicio, e come ogni volta sarà una festa. Tornerà a insistere perché gli vendiamo il vecchio piano del club, torneremo a rifiutarci; tornerà a chiederci 8000 accrediti (ha più amici a Torino che al suo paese), torneremo a concedergliene 2, se va bene; tornerà a rendere magica l’aria del FolkClub, viziata dal fiato sospeso di 200 persone, torneremo a provare nostalgia della sua musica un attimo dopo che l’eco dell’ultima nota si spegne. Uccidete il vitello grasso! Vinicio è tornato.

Fonte:
Folkclub

Lunedì 28 Maggio 2007 | Aggiornamenti Tour Capossela
OI REBETIKI MINOTAVROI: nuova data il 29 maggio

Il minitour “greco” di Vinicio Capossela, Manolis Pappos e Kaiti Ntali si
arricchisce di una nuova data: dopo i due concerti al Folk Club di Torino
(26 e 27 maggio) e la data prevista per stasera all’Arci Bellezza di Milano,
domani sera - 29 maggio - sarà il Circolo Familiare di Milano ad ospitare
una quarta esibizione “fuori prgramma” dei REBETIKI MINOTAVROI. Per
informazioni www.concertieproduzioni.it.

Fonte:
Ufficio stampa Vinicio Capossela

Lunedì 28 Maggio 2007 | Aggiornamenti Tour Capossela
OI REBETIKI MINOTAVROI

VINICIO CAPOSSELA, MANOLIS PAPPOS, KAITI NTALI
OI REBETIKI MINOTAVROI

“…musica per uomini stanchi,
che stanno aggrappati alla vita
facendosi passare l’aria tra i denti..
e fumano fumano, così
mandano in cenere il loro cuore.
Piano piano.”

Vinicio Capossela, Il girone dei rebetici

Così Vinicio Capossela descriveva il suo incontro con questa musica, a Salonicco, tra le capitolazioni di “Non si muore tutte le mattine”, in lungo racconto intitolato appunto “Il girone dei rebetici”, “un lamento che si canta in coro, ma che si balla da soli..” più che una musica una congiura.

Questo accadeva nel 1998, e da quel suggestionamento del blues dei negri elleni venne un brano dell’album “Canzoni a manovella”, “Contratto per Karelias”, parole sulla musica di “Fragosirianì”, un brano del padre dei rebetes Markos Vanvakaris: «avevo sentito solo la musica da uno studente greco, che me la mostrava al piano per insegnarmi i passi del ballo, poi mi feci questa idea del fumare fino a mandare in cenere il proprio cuore, che è il mio modo di fumare.. Soffocare una lama con un altra lama.. E dunque la titolai “Contratto per Karelias” omaggiando così anche le sigarette con la più elegante confezione del mondo.. Le Karelias & sons.. Come i pianoforti appunto..

Nove anni dopo, vicende perorate dall’entusiasmo di una giornalista e musicista greca, “Eina Skarpathioti” portano Vinicio ad Atene, dove la cantante Demetra Galani incide nel suo ultimo lavoro discografica due suoi brani, “Corre il soldato” e “Non è l’amore che va via”, in una versione curata dalla più popolare autrice di testi della musica greca, Lina Nikolakopoulou.

rebetiki01.jpg

Al covo rebetes di Piazza Victoria avviene l’incontro con Kaiti Ntali, che Vinicio ricorda così: «Se ne stava erta ad occhi chiusi, incurante, stordita.. monumentale la sua voce, grande come un tronco e profumata di tutti gli orientalismi e le spezie di Smirne, evocava insieme Chavela Vargas, il vibrato di Jimmy Scott, e la sensualità di Patty Pravo, a cui si ispirava da giovane quando cantava scalza e vestiva sollo in pelle.. Ai suoi piedi stavano teste di garofani lanciati dai suoi fedeli che la facevano apparire una incoronata a cui si chiede grazia, e la grazia lei non te la da, se non trascinandoti nell’abisso.. Alle sue spalle, impassibile, la sua spalla, il suo monumento..Manolis Pappos, che cercava con le dita grasse e agili smitragliando il lungo manico intarsiato del bouzouki…la cantina tremava dalle fondamenta, sotto i colpi di questa voce amplificata con un sottile e tipico eco da anni 60..il microfono se lo porta come un revolver da tasca in una sua borsetta in cui tiene poche altre preziosità. Dopo aver cantato, quando fummo al suo tavolo, in confidenza mi disse solo che a 16 anni se ne andò in America e il suo primo fidanzato fu Gambino…lo disse con quel bellissimo accento greco sciropposo che rende zucchero anche l’inglese.. “Gambino…maffia.. capito?”, in italiano..

Insomma li pedinai e mi trattenni ad Atene ancora fino a quando riuscì a recuperare Manolis Pappos.. Ci mettemmo d’accordo sulla parola.. Del resto per il mangas una parola è tutto, e per questo ne dicono poche.. Ed ecco che 40 giorni dopo eravamo ingaggiati una settimana all’Half Note di Atene, dove metà spettacolo era il Minotauro di “Ovunque proteggi” e l’altra metà il Rebetico con Manolis al bouzouki, Vassilis Massalas al baglamas e Ntinos Xatziiordanou alla fisarmonica. Ne vennero struggenti versioni con tempo di zebechico.. (Il nove ottavi, per esempio, che dà quella battuta in più per attardarsi meglio sul lamento di “Scivola vai via”, o il tempo di ellenikòs baiòn per “Con una rosa”) e le canzoni presero questa veste bisbetica, da puntura d’anice del baglamas, questa rotta da ussari perduti nelle retrovie del fronte orientale insomma che gli appartiene nel cromosoma..

Ora li abbiamo portati qui per una volta, in covi della musica altrettanto da congiurati quali il Folk Club di Torino e il Bellezza di Milano, città che covano in se ritrovi di assenza ai quali il rebetico, come il tango di Goyeneche, appartiene, e la sagoma di Manolis all’angolo, mentre sfoggia i suoi sette modi di suonare il bouzouki continuando a tenere la sigaretta accesa evoca quella di gordo lindo Annibal Troillo e la lama del suo bandoneon. E inoltre sarà un’occasione unica per ascoltare questa voce monumentale, cui la stanza e le lacrime possono non bastare, lei..Kaiti Ntali, e non dimenticate i garofani. Vi Grazieranno».

OI REBETIKI MINOTAVROI

26/27 maggio - TORINO, Folk Club
28 maggio - MILANO, ARCI Bellezza

VINICIO CAPOSSELA – voce, chitarra, piano
MANOLIS PAPPOS - buzuki
VASSILIS MASSALAS - baglamas
NTINOS XATZIIORDANOU – cordeon
GLAUCO ZUPPIROLI - contrabbasso
Special guest
KAITI NTALI, voce

Fonte:
Ufficio stampa Vinicio Capossela

Venerdì 25 Maggio 2007 | Aggiornamenti Tour Capossela
Recensione Vinicio Capossela al Joe’s Pub di New York City il 22.05.07 (da Rockstar.it)

Lo scorso 22 Maggio Vinicio Capossela si è esibito al Joe’s Pub di New York City, il concerto è stato organizzato dalla fondazione Arezzo Wave Italia che ogni anno porta negli Stati Uniti i migliori rappresentanti della musica italiana.
Abbiamo spedito una nostra talpa al Joe’s Pub per farci raccontare quello che tutti avremmo voluto vedere; questo il suo resoconto:

“22 Maggio 2007,
Joe’s pub
New York City

La venue e’ piccolina, circa 160 posti a sedere, molto raccolto e il palco posizionato in un angolo.

L’entrata di Marc Ribot (chitarra) alimenta il primo applauso e a seguire ci sono Glauco Zuppiroli al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria e percussioni, poi entra Vinicio impugnando una vecchia chitarra dobro, indossa t-shirt con giacca nera e cappello nero.

Il concerto comincia con “Non Trattare” e fan, immigrati, amici cominciano a battere le mani e a cantargli dietro.
Su “Brucia Troia” Vinicio indossa la maschera di Boes per poi attaccare con “Dalla Parte di Spessotto” mentre Marc Ribot prende letteralmente a schiaffi tutti con i suoi riff e assoli da capogiro.

Il concerto prosegue e le persone rimangono completamente a bocca aperta a seguire lo show del poeta che saltella da una parte all’altra del palco e che con “Scivola Vai Via” fa gonfiare gli occhi a metà della platea.

E` la volta di “Corvo Torvo” seguita da “Signora Luna” …bellissime.

Con “Che Cos’e` l’Amor” la gente comincia a muoversi sulle sedie a tempo di cha cha cha, Vinicio incita ad applaudire con lo schioccare delle dita invece di usare le mani. Con “Marajà” salgono sul palco Frank London alla tromba e flicorno, Paul Shapiro e Jessica Lurie ai sassofoni, quest’ultima molto interessante.

A questo punto piccolo show per presentare la band cominciando da Glauco a Zeno e alla volta di Marc Ribot ovviamente c’e’ stato il boato!
Ha suonato veramente in modo stupendo.

“Il Ballo di San Vito” e` stata un’altra esplosione, la gente comincia ad alzarsi e a ballare, al termine Vinicio con la band escono dal palco e quasi come forzati dal pubblico riescono per il gran finale chiudendo con “Ovunque Proteggi” che conclude un concerto pieno di significati.

Il piacere piu` bello e` stato quello di aver assistito ad un concerto di un cantautore italiano come Vinicio, vero ambasciatore della musica tradizionale del nostro paese.

Gianluca Legrottaglie”

Capossela sembra essere l’unico a portare avanti una tradizione, di riuscire ad evolverla e ad attualizzarla; è il cantautore che al meglio rappresenta la musica italiana contemporanea, troppo spesso in mano ad antiche figure come Pavarotti, Arbore, o a uno stile ormai consolidato come quello presentato da Pausini, Ramazzotti, Ferro.
I successi parigini di Vinicio e questo bagno, seppure limitato, di successo nella Grande Mela sono la conferma che adesso è arrivato il momento di svelare la nuova faccia della musica tradizionale italiana, seguendo il successo dei gioielli del jazz nostrano.

Fonte:
Rockstar.it

Venerdì 25 Maggio 2007 | Recensioni concerti Capossela
Toronto Applaude Capossela

Sul palco con il leggendario Marc Ribot, chitarrista di Tom Waits
Di LUIGI DE BIASE

Se pensi alle botteghe di St. Clair, ai caffé di College Street e alla musica italiana, ti chiedi come mai Vinicio Capossela abbia aspettato così tanto tempo per suonare a Toronto. Il suo esordio canadese - venerdì sera, all’ora di cena, in un locale su Dundas dal nome Lula Lounge - ha attirato circa trecento persone. Si tratta della prima tappa di una piccola tournée messa a punto con i tipi di Arezzo Wave. Tre date in tutto, Toronto, poi Montreal e New York. Forse i concerti potevano essere di più: chi dovrebbe promuovere la cultura italiana in Nordamerica, però, è rimasto a guardare. Peccato. Le occasioni di rifarsi ci saranno, dato che Capossela dovrebbe tornare in Canada nel 2008.
Lui sembra una specie di Tom Waits di provincia. Ha le mosse garbate e misteriose dei domatori di leoni, i suoi blues pulsano come le insegne luminose dei motel dell’Arizona. E profumano di Balcani, i Balcani di Kusturica e Battiato, hanno il passo spiritato della taranta e dei riti pagani.
Quando sale sul palco sembra che il Lula si svuoti in un secondo. Dura solo un attimo, pare che la gente aspetti un cenno e quando il cenno arriva esplode un applauso fragoroso. Lui sorride, saluta, guarda la chitarra di Marc Ribot e intona Non trattare, episodio di Ovunque proteggi, il lavoro dato alle stampe lo scorso anno grazie al quale ha vinto il terzo Premio Tenco della sua giovane carriera.
Suona per un’ora e mezza, tiene in testa un cilindro nero e cambia costume al termine di ogni brano. Con lui e con il leggendario Ribot, sul palco, ci sono i jazzisti Glauco Zuppiroli (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).
Lo stregone scherza con il pubblico, poi si passa a Brucia Troia e Dalla parte di Spessotto, altri due episodi tratti dalla sua ultima fatica discografica.
Swing, jazz, blues. Rock ‘n roll. Da quel cilindro esce il fascino dei film in bianco e nero e la passione per la letteratura americana: l’irrequieta ironia di Bukowski, poi di colpo i versi dell’Antico Testamento. Medusa Cha Cha Cha è una danza maliziosa che spezza per un attimo l’incanto epico. Poi un passo indietro per trovare Corvo Torvo, uno dei suoi cavalli di battaglia (il brano è del 1996). C’è tempo per due passeggiate deliziose come Scivola via e Signora Luna, a cui segue una suggestiva Che Cos’è l’Amor (Che cos’è l’amor / è quello che rimane da spartirsi e litigarsi / nel setaccio della penultima ora). Capossela si ferma per leggere un brano del suo libro dedicato a Glenn Gould, pianista canadese scomparso negli anni Ottanta, poi riprende con il passo futurista di Maraja. Chiudono Il Ballo di San Vito e Ovunque Proteggi. Poi cala il sipario e le luci si alzano in sala, lentamente, come la grazia.

Fonte:
Corriere.it

Mercoledì 23 Maggio 2007 | Recensioni concerti Capossela
Fuggite, Amanti, Amor: il libretto di sala

(grazie a Tanis che lo ha scansionato ed inviato)
fuggite_cover.jpg

Il file pesa 7,5MB ed è in formato pdf.

Venerdì 18 Maggio 2007 | Mp3 Video e Foto Vinicio Capossela
Italia Wave Festival: anche Vinicio Capossela nel cast

Sono stati svelati i nomi degli artisti che prenderanno parte alla prima edizione dell’Italia Wave Love Festival, manifestazione idealmente figlia della storica Arezzo Wave (vedi News): tra le band e i cantanti che prenderanno parte al festival sono da annoverare Scissor Sisters, Mika, The Good the Bad and the Queen, Kaiser Chiefs, !!!, Nitin Sawhney, Tinariwen, Clap Your Hands and Say Yeah, CSS, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Cassius, Jimi Tenor e molti altri. Per il programma completo giorno per giorno e per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito Web di Italia Wave all’indirizzo www.arezzowave.com.

Fonte:
Rockol

Mercoledì 16 Maggio 2007 | Aggiornamenti Tour Capossela
Video Capossela e Brunello al TG3 del 15.05.2007

Titolo:
Piccolo servizio su Capossela e Brunello andato in onda al TG3 del 15.05.2007.

(grazie a Lalab che me lo ha comunicato con un SMS tempestivo)

immagine-1.png
(lo trovate, come al solito, nel Baule)

Martedì 15 Maggio 2007 | Mp3 Video e Foto Vinicio Capossela
Vinicio in concerto al Folk Club di Torino il 26 e 27 Maggio

Due date per Vinicio Capossela al Folk Club di Torino il 26 e 27 Maggio 2007.

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Fonte e informazioni:
FolkClub

Martedì 15 Maggio 2007 | Aggiornamenti Tour Capossela
Foto dal concerto di Vinicio Capossela a Rotterdam

(ricevo da Charlie che ringrazio)
capoamst01.jpg

Lunedì 14 Maggio 2007 | Fotografie Vinicio Capossela